Biotecnologie Farmaceutiche

Vaccini contro la malaria: i primi risultati concreti

La malaria è una malattia che causa ogni anno miglia di vittime, precisamente 800.000 morti, di cui la maggior parte sono bambini africani sotto i 5 anni. La stragrande maggioranza dei contagiati si trova in Sud-America, Africa e Asia e solo sporadicamente in USA e Europa dove sono state compiute intense opere di bonifica che hanno eliminato la causa della malaria, le zanzare del genere Anopheles. Per la precisione la malaria è causata da dei protozoi del genere Plasmodium che risiedono nelle zanzare. La ricerca su questo argomento è stata per molti anni carente, principalmente per due motivi: l’assenza della malattia in occidente e di conseguenza lo scarso “appeal” commerciale di un eventuale rimedio e l’oggettiva difficoltà nel produrre un cura efficace contro questa malattia. Infatti la malaria, essendo causata da un protozoo un organismo molto più complesso rispetto ad un virus o un batterio, rende inutili gli antibiotici classici che conosciamo. In aggiunta questi protozoi presentano differenti forme nell’arco del loro ciclo vitale, il quale complica ulteriormente la creazione di una potenziale cura.

ciclo malaria

E’ notizia di poco tempo fa l’annuncio della multinazionale inglese GlaxoSmithKline (con il finanziamento della Gates Fundation) di avere un vaccino antimalarico in fase III di sperimentazione (l’ultima fase prima della commercializzazione). Il vaccino è stato creato con tecnologia ricombinate (vedi articolo ….), in pratica gli scienziati hanno preso un frammento di una proteina di Plasmodium falciparum chiamata circumsporozoite protein and hepatitis B surface antigen (RTS) e fatta co-esprimere insieme ad altra una proteina sulla superficie cellulare di un lievito innocuo chiamato Saccharomyces cerevisiae . Questa tecnologia permette ti generare un risposta immunitaria contro la proteina di Plasmodium ma senza inoculare direttamente l’agente infettivo, garantendo la totale sicurezza della vaccinazione. La sperimentazione ha evidenziato una riduzione del 54 % dei casi clinici e una riduzione del 47 % di casi gravi di malaria in 6000  bambini dai 5-17 mesi. L’attuale fase di sperimentazione prevede di testare il farmaco su 15460 bambini in 7 stati africani per 3 anni, con il  fine di confermare i dati ottenuti dalle sperimentazioni precedenti.

Come evidenziano i dati, il vaccino non è protettivo nel 80-90% dei casi come avviene per molte vaccinazioni attualmente in commercio, inoltre è da verificare il mantenimento della capacità  protettiva del vaccino con il passare del tempo. Nella tabella sottostante sono illustrati i differenti vaccini attualmente in sperimentazione.

 

Articolo tratto da:

GlaxoSmithKline malaria vaccine phase 3 trial heralded, volume 29 number 12 december 2011 Nature Biotechnology

Figure tratte da:

http://www.nature.com/scitable/content/plasmodium-falciparum-life-cycle-14465535

Riccardo Beretta

About Riccardo Beretta

Laureato presso l’università di Milano Bicocca in biotecnologie industriali nell’ottobre del 2007. Fino al 2013 ricercatore in azienda biotech nel campo della proteomica differenziale con spettrometria di massa, nei settori alimentare, veterinario e farmaceutico. Attualmentre responsabile della R&D in un'azienda biotech altamente innvovativa, nel settore della produzione di biogas e recupero-nutrienti. Scarica il Curriculum

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2 Comments

  1. Pingback: Biotecnologie e farmaci: tutti gli ultimi ritrovati in commercio | Biotecnologie per tutti

  2. Maurizio Mamoli says:

    Che è una buona cosa. A me, sempre in tema malaria, ha colpito anche ulatra cosa. E cioè che i ricercatori stanno mettendo a punto una nuova generazione di reti antizanzare. Ogni filo è rivestito da cristalli di insetticida e ritiene al proprio interno depositi della stessa sostanza. Con il dilavamento i cristalli si distaccano dalla superficie del filo, ma vengono rimpiazzati delle molecole di insetticida che risalgono dall’interno della fibra. Queste nuove reti restano efficaci per alcuni anni. Per saperne di più, c’è un bell’articolo su “Scienza 2.0 per una Vita Migliore, la rivista per tablet scaricabile gratuitamente dall’Appstore dell’Ipad

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