Biotecnologie Farmaceutiche

L’umore: può essere condizionato dall’intestino?

Un vecchio detto popolare dice ” Quando c’è l’appettito e l’intestino funziona, al diavolo le medicine e chi le vende”!  Questo detto ci insegna che quando tutto funziona bene, non sono necessarie medicine e cura. Ma quando l’intestino comincia a fare le bizze? L’umore diventa nero, tutto va storto e ovviamente dobbiamo fare una visita dal nostro medico.

Il legame fra umore nero ed intestino irratato non è solo uno spot pubblicitario per far vendere intrugli magici, ma una ricerca della MacMaster University ha rivelato per la prima volta una influenza diretta della flora batterica sulle reazioni chimiche del cervello (chimismo) e del comportamento. E’ noto che alcune malattie gastrointestinali, come la sindrome del colon irritabile, sono spesso associte a disturbi di ansia e depressione.  Nell’intestino di molte persone vivono migliaia di miliardi di batteri che svolgono le funzioni più disparate e concorrono a mantenere il buono stato di salute.

I ricercatori hanno condotto lo studio su topi adulti, mostrando che l’alterazione del normale contenuto batterico mediante antibiotici determna cambiamenti comportamentali nei topi diventando più cauti o ansiosi. Inoltre, il cambiamento comportamentale è associato anche ad un aumento del livello cerebrale di un fattore neurotrofico derivato (BDNF), proteina che si trova nel cervello utile nella crescita neuronale.

La sospensione degli antibiotici , ha portato alla normalizzazione della flora batterica e di conseguenza anche dei livelli di proteina nel cervello.

I ricercatori della MacMaster University, hanno confermato il loro studio , colonizzando l’intestino sterile di topi con flora batterica di topi con diversi schemi comportamentali. Hanno evidenziato che i topi colonizzati con flora batterica di topi con comportamente altamente esplorativo, diventavamo più audaci e attivi.  Analogamente, topi normalmente attivi diventavano più passivi dopo essere stati colonizzati con flora batterica il cui patrimonio genetico era associato ad un comportamento passivo.

I ricercatori hanno osservato che per quanto siano molti i fattori che determinano il comportamento, anche la natura e la stabilità dei batteri intestinali influiscono su di esso e che qualsiasi alterazione (dovuta ad antibiotici od infezione) può cambiarne l’umore ed il comportamento. Questi risultati possono essere le basi per capire e per studiare il potenziale terapeutico dei batteri probiotici nel disturbo del comportamento, in particolare quelli associati alla sindrome del colon irritabile.

Articolo tratto da:

Gastroenerology

Le scienze on line

Elisabetta Fumagalli

About Elisabetta Fumagalli

Elisabetta Fumagalli, laureata presso l’università di Milano Bicocca in biotecnologie industriali nell’Aprile del 2007, con la Passione per le strutture chimiche, collabora per circa due anni con il CNR, laboratorio di NMR e di Biologia e Biotecnologie Agraria su un progetto inerente analisi dei metaboliti prodotti da piante transgeniche e su matrici alimentari mediante Risonanza Magnetica Nucleare. Attualmente lavora presso una multinazionale farmaceutica in cui si occupa di Quality Assurance Compliance. Scarica il Curriculum

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