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L’influenza A H1N1: il punto della situazione!

Siamo arrivati nel 2010 e mi sembra doveroso fare il  punto della situazione rispetto alla influenza A H1N1 tanto discussa durante l’anno passato. Il bollettino del Ministero della Salute emesso in data 31 Dicembre 2009 annuncio  che dall’inizio della pandemia ad oggi ci sono stati  3.967.000 di malati. Si è visto che sono diminuiti gli accessi al pronto soccorso per curare l’influenza e sono leggermente aumentati i casi di ricoveri per sindrome respiratoria acuta , in tutte le fasce d’età. Uno dei dati molto importanti che riporta il Bollettino riguarda la percentuale di decessi per influenza suina nel nostro paese: è stata stimata una percentuale di 0.0048 di vittime rispetto al totale dei malati.

Negli Stati Uniti il Centre for Disease Control and Prevention ha rilevato che il numero di stati in cui vi è la diffusione dell’influenza è diminuito  anche se le visite dai medici per sintomi tipici dell’influenza continuano ad aumentare sebbene i test per l’influenza A con esito positivo continuano a diminuire.

I due panorami evidenziano come il virus dell’influenza A si stia piano pano stabilizzando, diminuendo la rapida diffusione rispetto ai primi attimi di vita del virus.

Ma facciamo un passo indietro! Qual è la storia dell’influenza?

L’influenza è una malattia respiratoria contagiosa causata da un virus della famiglia degli Orthomyxoviridae. Il nome influenza deriva dall’antica credenza medica che fossero gli influssi astrologici sfavorevoli a determinare la malattia.

Il virus dell’influenza si trasmette generalmente attraverso il contatto con  le altre persone infette, si ritrova sia nella saliva sia nelle mucose delle vie respiratorie dei malati e può penetrare nell’organismo attraverso le mucose (bocca, occhi e naso). A causa della facilità con cui il virus viene trasmesso, vi è un’alta probabilità di contagio e le condizioni a ambientali quali freddo è umidità (mesi invernali) favoriscono la maggior sopravvivenza del virus. Di solito la frequenza di insorgenza di casi di influenza è di circa 10-20% della popolazione generale, pur essendo diversa da epidemia ad epidemia. I sistemi di sorveglianza hanno evidenziato che l’incidenza di casi di influenza è maggiore nella fascia di età compresa fra 0 e 14 anni. I soggetti più giovani infatti essendo poco provvisti di anticorpi protettivi nei confronti dei virus sono maggiormente colpiti. Comunque, i casi di morte per influenza si verificano generalmente tra adulti over 65 anni.

I virus influenzali possono infettare diverse specie animali, oltre all’uomo. A causa di ciò, nuovi sottotipi derivanti da ricombinazione genica fra virus influenzali dell’uomo e di altre specie possono generarsi e quindi essere dotati di potenziale epidemico o pandemico (vedi influenza A). Per potenziale pandemico od epidemico di un virus si intende che: emerga un nuovo sottotipo virale nei confronti del quale la popolazione non abbia un adeguato patrimonio anticorpale per poter combatterlo; il nuovo virus sia in grado di replicarsi nell’uomo e di trasmettersi efficacemente da uomo ad uomo. Nel corso della storia ci sono state diversi episodi di pandemia influenzali (dal greco pan-demos “tutto il popolo”) probabilmente originate nelle prime città dove gli uomini erano ammassati a stretto contatto con gli animali: 1918 Spagnola, nel 1957 Asiatica , 1968 Hong Kong e 2009 Influenza A.  Quest’ultima pandemia generata inizialmente in Messico nel marzo del 2009 a breve si è estesa in circa 80 paesi del mondo. L’organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di dichiarare questa influenza la prima pandemia del secolo , non tanto per la gravità ma quanto per la difficoltà nel contenimento della malattia essendo facilmente trasmissibile da uomo ad uomo. Per le caratteristiche di novità, tale influenza colpisce maggiormente i  soggetti con meno di 50 anni in quanto non hanno una protezione anticorpale conferita dalle epidemie influenzali del passato. In merito alla virulenza il virus H1N1 non si discosta molto da suoi antenati che in prima analisi si manifesta in modo benigno causando i classici sintomi influenzali e solo in rari casi si può arrivare al decesso. Il dato statistico attuale stima nello 0.2% il rischio di morte per influenza A che è paragonabile a quello dell’influenza stagionale (ricordiamo che nel 2008 il Italia ci sono stati almeno 5000 decessi per cause respiratorie durante il periodo influenzale). Il dato rilevante di questa pandemia riguarda alcuni casi di decessi in soggetti non a rischio quali giovani sani. Inoltre sono colpite dalla pandemia un numero di persone due o tre volte superiore rispetto alla epidemia influenzale tradizionale. Attualmente i vari organi competenti della salute stanno monitorando il virus e sono stati sviluppati vaccini finalizzati non solo alla protezione ma anche per evitare che la circolazione del virus possa portare alla ricombinazione e generare un nuovo virus.

Durante tutto l’anno passato molti paese tra cui l’Italia, si sono procurati scorte di farmaci antivirali, per  poter curare i primi sintomi di influenza A quali l’Oseltamivir (nome commerciali Tamiflu) in compresse e Zanamivir (nome commerciale Relenza) da inalare.

Dopo questo breve punto della situazione si può concludere che la fase più pericolosa della malattia è stata superata e che grazie agli enti preposti alla sorveglianza dell’influenza A è possibile monitorare in continuo l’evolversi del virus.

Fonti:

Massimo Andreoni, Gian Carlo Mancini “AH1N1 La pandemia Influenzale” Aracne editrice, 2009

Ministero della Salute

Centre for Disease Control Of prevention (USA)

World Health Organization (Organizzazione mondiale della Sanità)

Elisabetta Fumagalli

About Elisabetta Fumagalli

Elisabetta Fumagalli, laureata presso l’università di Milano Bicocca in biotecnologie industriali nell’Aprile del 2007, con la Passione per le strutture chimiche, collabora per circa due anni con il CNR, laboratorio di NMR e di Biologia e Biotecnologie Agraria su un progetto inerente analisi dei metaboliti prodotti da piante transgeniche e su matrici alimentari mediante Risonanza Magnetica Nucleare. Attualmente lavora presso una multinazionale farmaceutica in cui si occupa di Quality Assurance Compliance. Scarica il Curriculum

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One Comment

  1. elena vergani says:

    questo sito e questo intervento sono davvero molto molto interessanti!! complimenti davvero!! e…grazie per aver fatto il punto della situazione!!!

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