Biotecnologie Agro-Alimentari

Ogm, dalla teoria alla pratica

Oggi intervisteremo Luca Masotto (www.lucamasotto.it), dottore agronomo di Concorezzo (Monza e Brianza), in modo da cercare di capire l’opinione sugli OGM da parte di un professionista del settore tecnico-agronomico.

Ritiene che gli OGM possano essere utili all’agricoltura italiana?

Non solo all’agricoltura in senso stretto, ma anche ad altre applicazioni vegetali: dalla produzione di materie prime (legname, di cui avete già parlato nel vostro sito) al verde urbano e ornamentale (di cui mi occupo prevalentemente). Si pensi che nel nostro Paese il 40% del materiale usato nei tappeti erbosi di qualità proviene dagli Stati Uniti (soprattutto California) e molto spesso si tratta di piante cosiddette Ogm.

Rimanendo in campo agricolo è bene dire che la produttività di alcune importanti colture, in particolare il mais, è ferma a livelli pre-Ogm mentre, nel resto del mondo, grazie agli Ogm, i produttori possono godere di un plus produttivo importante per restare competitivi sul mercato delle commodities.

Visto il dibattito sul principio di coesistenza, cioè il diritto di esistenza sullo stesso suolo di culture biologiche, tradizionali e OGM, ritiene che l’uso di OGM sterili possa essere d’aiuto a questa problematica? Ritiene che questa soluzione sia applicabile all’agricoltura occidentale?

A ben vedere per agricoltura biologica si intende un processo produttivo particolare (niente prodotti di sintesi, ecc.). Pertanto, il prodotto biologico, in sé, potrebbe essere anche Ogm: il concetto di fondo dell’agricoltura biologica lo consentirebbe. Il famoso marchietto, quindi, certifica che il prodotto è stato ottenuto secondo certe modalità di produzione, non che il prodotto è più buono o più salubre! Molti però riconoscono una maggiore bontà al prodotto biologico! Può darsi che lo sia davvero, ma spesso è solo suggestione. Anche perché talvolta le dinamiche di mercato sono tali per cui il prezzo del biologico scende sotto quello del prodotto convenzionale e quindi al supermercato troviamo due mele identiche, prodotte dallo stesso produttore, con le stesse modalità… ma con prezzi diversi!

Quindi non esiste un motivo valido per affermare che la coesistenza – anche in Europa – non sia possibile, soprattutto se si utilizzano Ogm sterili che fugano ogni dubbio in materia di impollinazione incrociata.

Ritiene che gli OGM siano compatibili con la biodiversità?

Compatibili e forse indispensabili. Mi spiego. Il 21 agosto scorso si è “celebrato” l’overshoot day ovvero il giorno dell’anno nel quale si esauriscono le risorse naturali e l’uomo deve intaccare il capitale ambientale del nostro pianeta. Facciamo un semplice paragone finanziario: è il giorno in cui finiamo di spendere i dividendi annuali erogati dalle società di borsa e iniziamo a vendere azioni per far fronte alle nostre necessità. È evidente che prima o poi le azioni finiscono! E dato che l’impronta ecologica dell’uomo è sempre più pesante, l’overshoot day si celebra sempre prima nel corso dell’anno (il 19 dicembre nel 1987, il 21 novembre nel 1995 e il 21 agosto nel 2010). Introdurre l’uso di Ogm può essere uno dei modi – oltre al risparmio energetico e all’uso consapevole delle risorse limitate – per contrastare questo sciupio e ridurre la distruzione del capitale ambientale, ovvero della biodiversità.

Se le presentassero un bistecca di manzo alimentato con OGM o un piatto di risotto alla milanese transgenico, lei lo mangerebbe?

A patto che la bistecca sia cucinata bene e il riso non sia scotto! E probabilmente l’ho già fatto senza saperlo!

Le faccio una domanda. Quante sono le persone che si lavano le mani dopo aver toccato la carne cruda o lavano le posate con cui hanno preparato la carne cruda? Poche. Eppure tutti a preoccuparsi degli Ogm o degli agrofarmaci! Il problema è l’informazione. Le faccio un esempio recente in termini ambientali: l’estate scorsa la stampa ha riportato un’indagine Legambiente affermando sostanzialmente il detto che i laghi lombardi erano delle discariche. I Comuni lacuali hanno ovviamente protestato. Leggendo le modalità d’indagine adottate da Legambiente si scopre che i prelievi di acqua erano stati fatti presso le foci di affluenti e collettori, ovvero punti inquinati quasi per definizione. Ma le analisi presso le spiagge balneabili davano valori ben all’interno dei limiti di legge. Acqua inquinata e lago balneabile: com’è possibile? Legambiente ha sollevato un problema (viene immessa acqua inquinata), la stampa lo ha ingigantito fino a dire che le acque davanti le battigie frequentate dai bagnanti non sono balneabili! L’informazione distorta provoca danni: se i giornalisti non sono in grado di parlare di certi argomenti dovrebbero passare la mano o intervistare chi ne sa. E invece nei dibattiti sugli Ogm appaiono sociologi, filosofi, starlette e letterine ma mai un dottore agronomo o un biotecnologo!

Secondo lei perché tra agricoltori, dottori agronomi e gente comune c’è una forte riluttanza verso gli OGM?

Innanzitutto, preciserei che le principali figure ad essere contrarie sono la gente comune e gli agricoltori. I dottori agronomi, in quanto informati, sono tendenzialmente favorevoli.

La maggior parte dell’opinione pubblica contraria è male informata.

Gli agricoltori sono forse mal consigliati. In nome della tipicità si vorrebbe tornare indietro al cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido (bellissime razza equina, per carità, ma alquanto anacronistica). Il problema è che l’agricoltura italiana non è fatta solo di Lenticchie di Castelluccio e Cipolle di Tropea! Ogni agricoltore dovrebbe poter scegliere gli input produttivi che preferisce, sarà poi il mercato a scegliere il prodotto non Ogm o quello Ogm.

Probabilmente, se esistessero leggi chiare e definitive che permettessero di seminare Ogm senza temere il sequestro e/o la distruzione della coltura in seguito alla sentenza di un tribunale, anche i nostri agricoltori adotterebbero sementi geneticamente modificate! Anche in agricoltura, come in tutti i campi economici, la certezza del quadro normativo nel quale si opera è fondamentale per gli investimenti e, con essi, il progresso tecnico ed economico.

Riccardo Beretta

About Riccardo Beretta

Laureato presso l’università di Milano Bicocca in biotecnologie industriali nell’ottobre del 2007. Fino al 2013 ricercatore in azienda biotech nel campo della proteomica differenziale con spettrometria di massa, nei settori alimentare, veterinario e farmaceutico. Attualmentre responsabile della R&D in un'azienda biotech altamente innvovativa, nel settore della produzione di biogas e recupero-nutrienti. Scarica il Curriculum

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4 Comments

  1. Parole che avrei espresso allo stesso modo, lettera per lettera.
    Sì, è importante che la gente venga correttamente informata. Ci vuole appunto una offerta di informazione che si opponga alla valanga di immondizia che le forze ideologiche ed antiscientifiche stanno diffondendo da anni.
    Grazie.

  2. Pingback: Quale bio per l’agricoltura di domani? | Biotecnologie per tutti

  3. Gli OGM sono organismi studiati per aumentare la produttività delle colture e per semplificare alcune problematiche colturali. L’Itlia con una superfice ridicola non deve fare quantità, mescolando prodotto anonimo a stati che producopno quantitativi enormi a prezzi irrisori. Noi dobbiamo fare QUALITA’. E’ il tipico, l’ecotipo, il tradizionale da sostenere non un bel business per le aziende produttrici di sementi.

  4. Riccardo Beretta Riccardo Beretta says:

    Gentile Lettore abbiamo deciso di risponderLe scrivendo un articolo che può triovare al seguente indirizzo http://www.biotecnologiepertutti.it/?p=2222

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