Biotecnologie Farmaceutiche

Vaccini: Che cosa sono e come sono fatti

L’immunologia moderna si è sviluppata attorno alle scoperte di Jenner e Pasteur sulle vaccinazione contro il Vaiolo. Jenner inoculava nei pazienti sani il virus del vaiolo bovino, questo scatenava una risposta immunitaria che produceva anticorpi protettivi contro il vaiolo umano senza scatenare la malattia. Questo tipo di vaccinazione però causava la malattia in soggetti sani nel 3% dei casi, una cifra troppo elevata per gli standard moderni. Nell’ultimo secolo sono state fatte numerose ricerche che hanno portato alla costruzione di vaccini sicuri e efficaci.

vaccino immag

Attualmente molti vaccini sono costituiti da un microrganismo ucciso (Vaccinazione con microrganismi uccisi)  come nel caso di Bordetella Pertussis (pertosse), l’uso di questo vaccino  negli Stati Uniti ha causato la riduzione delle infezioni da 200 a 2 casi su 100000 abitanti. Nonostante l’efficacia del vaccino e la sua totale sicurezza, dato che si opera con microrganismi uccisi, l’opinione pubblica ancora non completamente convinta ha stimolato ulteriori ricerche. Si osservato che isolando una singola proteina, ad esempio la tossina della pertosse, poi inattivata per via chimica o per via molecolare, garantiva una protezione efficace contro la malattia (Vaccinazione con proteine isolate ). Non sempre però somministrare proteine isolate può essere sufficiente per garantire una immunità alla malattia, dato che a volte la risposta immunitaria dell’organismo non e sufficiente per sviluppare degli anticorpi, quindi vengono spesso somministrati degli adiuvanti, cioè delle molecole che aiutano a stimolare la reazione  immunitaria.

Un altro metodo di vaccinazione molto utilizzato sono i vaccini con microrganismi vivi attenuati. Questa tecnica è particolarmente utilizzata nelle malattie causate da virus, in pratica si prende il virus di interesse e lo si moltiplica in un microrganismo adatto per molte generazioni. Il virus quindi si adatterà a moltiplicarsi nel microrganismo e perderà la capacità di moltiplicarsi in cellule umane ma mantenendo comunque la sua capacità di stimolare una risposta immunitaria e quindi  di vaccinare l’individuo. Questi vaccini in generale sono più efficaci di vaccinazioni con proteine isolate ma al contempo in individui immunodepressi posso causare l’insorgere della malattia.

Un strategia innovativa per immunizzare un individuo contro più patogeni differenti è l’uso di vaccini eterologhi. E’ possibile per esempio utilizzare dei virus che infettano le piante (innocuo per gli uomini), modificarlo geneticamente in modo da fare presentare sulla superficie del virus la proteina tossoide del tetano e molti altri antigeni di altre malattie in modo da vaccinare l’individuo contemporaneamente contro più malattie.

Gli ultimi sviluppi nel campo delle vaccinazioni hanno stupito anche gli addetti al lavoro. Si è osservato che iniettato intramuscolo un frammento di DNA plasmidico (DNA circolare) rivestito di minuscoli proiettili metallici può indurre una risposta immunitaria contro la proteina che codifica il gene. Questa procedura è chiamata vaccinazione a DNA, questa tecnica è stata testata su animali ma deve essere ancora verificata su esseri umani. Se dovesse essere confermata sarebbe un grande traguardo nel campo dell’immunologia dato che sarebbe un vaccino assolutamente sicuro poiché non si utilizza il microrganismo patogeno.

Negli ultimi tempi non si fa che parlare del vaccino antiinfluenzale contro il virus H1N1. Il virus dell’influenza ha una particolarità speciale, ogni hanno muta ed è diverso rispetto agli anni precedenti. Inoltre nello stesso periodo esistono contemporaneamente diversi ceppi di influenza. Quindi per creare una protezione efficace è necessario ogni anno creare un nuovo vaccino contro il ceppo prevalente. Chiaramente questo vaccino sarà efficace solo contro il ceppo prevalente di influenza e meno efficace contro gli altri. Generalmente si utilizza un virus ucciso come vaccino antiinfluenzale.

Tratto da ” Immunobiologia, Fisiologia e fisiopatologia del sistema immunitario”

Riccardo Beretta

About Riccardo Beretta

Laureato presso l’università di Milano Bicocca in biotecnologie industriali nell’ottobre del 2007. Fino al 2013 ricercatore in azienda biotech nel campo della proteomica differenziale con spettrometria di massa, nei settori alimentare, veterinario e farmaceutico. Attualmentre responsabile della R&D in un'azienda biotech altamente innvovativa, nel settore della produzione di biogas e recupero-nutrienti. Scarica il Curriculum

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