Biotecnologie Agro-Alimentari

AMFLORA LA PATATA “A LA CART”

di Alessandro Nava

Il 10 marzo 2010, dopo dodici anni di moratoria, viene approvata la prima coltura OGM anche in Europa.

Amflora, la “super-patata” della multinazionale BASF, ottiene il via libera per la coltivazione in Europa e subito il dibattito politico-scientifico spacca in due l’opinione pubblica tra i favorevoli, che vedono nelle biotecnologie agrarie la nuova frontiera dell’agricoltura e i contrari che temono l’incontrollabile dominio delle multinazionali e la perdita della biodiversità delle specie vegetali.

Ma cos’è Amflora? Perché questa nuova varietà di tubero è tanto temuta/amata?

Amflora, varietà di patata prodotta dal colosso chimico tedesco BASF, è un vegetale geneticamente modificato nel cui corredo cromosomico sono stati introdotti dei geni che fanno si che ci sia una maggiore produzione di amilosio a discapito delle amilopectine.

Entrambi questi componenti, responsabili della formazione dell’amido, sono degli zuccheri complessi formati dalla ripetizione di centinaia di molecole di glucosio legate tra loro. La differenza sostanziale tra le due macromolecole è dovuta al fatto che l’amilosio è una ripetizione di molecole lineare, mentre le amilopectine sono formate dalle stesse molecole ma disposte nello spazio in modo ramificato.

 Struttura “a grappolo” di amilopectine

Amylopectin_structure

Struttura lineare di amilosio

800px-Amylose.svg

Il diverso rapporto tra amilosio e amilopetcina incide in maniera significativa sulle proprietà chimico-fisiche dell’amido, che può essere utilizzato più efficacemente per la produzione di carta.

La “super-patata” non finisce nelle tavole di nessun cittadino della comunità europea perché essa non è stata concepita per uso alimentare, bensì per l’utilizzo industriale.

 E’ pur vero che è stato previsto il riutilizzo degli scarti della lavorazione come sottoprodotto zootecnico per l’alimentazione animale, tuttavia questo non deve impensierire il consumatore per due motivi:

 1) Il DNA della patata non si può integrare con quello degli animali dato che durante la digestione viene tutto completamente degradato e trasformato in molecole semplici.

2) Ancora più improbabile, per non dire impossibile, è il successivo trasferimento di DNA dal animale alimentato da OGM all’ uomo a seguito di ingestione di carne.

 Come sostiene Luca Colombo, agronomo e ricercatore della Fondazione Diritti genetici (presieduta da Mario Capanna e contraria al biotech), “da un punto di vista scientifico non ci sono prove che il dna transgenico della soia venga trasferito nei prodotti alimentari ricavati dal bestiame”[1]. Per fare un esempio: molti allevamenti di suini da cui si ottiene il Prosciutto di Parma Dop usano una quota di mangimi Ogm, questo non vuol dire che anche quei salumi siano geneticamente modificati.

In aggiunta a questo già adesso il 25% del mangime che tiene in piedi gli allevamenti italiani proviene dalle coltivazioni di soia Ogm di Stati Uniti, Argentina e Brasile (l’Italia è deficitaria di circa il 50% del fabbisogno nazionale). Paolo De Castro – presidente della Commissione Agricoltura dell’ Europarlamento – dice: “Già oggi il 90 per cento della soia importata ed utilizzata in Europa è geneticamente modificata e da essa dipende gran parte della produzione europea di latte e di carne animale” [2]

Quindi, almeno dal punto di vista alimentare, rischi legati alla diffusione della patata OGM non sussistono.

Restano da valutare i rischi legati al trasferimento genico tra patata Amflora e patata non OGM, rischi che con una corretta gestione agricola delle coltivazioni transgeniche (distanza di sicurezza, parziale coltivazione di piante non-OGM per diminuire la pressione selettiva, rotazione delle varietà) rimangono comunque limitati se non inesistenti alla luce di 20 anni di coltivazioni OGM nel mondo. Sicuramente però, nel bilancio complessivo della valutazione, bisognerà tenere conto dei rischi ambientali legati alla deforestazione delle foreste pluviali per la produzione di carta, rischi purtroppo già oggi molto reali e scarsamente considerati.

 [1]Gli Ogm che sono già tra noi” di Giuseppe Sarcina, Corriere.it del 4 marzo 2010)

[2]L’ Europa autorizza gli Ogm Via libera alla super-patata” di Offeddu Luigi, corrire.it del 3 marzo 2010).

Figure tratte da wikipedia

 

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